Saturday, November 25, 2017

di foglie, di serie di sogni, e salire più su

oggi ho raccolto foglie.
per uno po' era una cosa da leo buscaglia, le distese di foglie a terra, da immergervisi.
poi, giusto quella dozzina di anni fa, le foglie le spazzavo solo. ma non le raccoglievo. era un qualcosa di circolare. come il continuo ritorno a un momento, in mezzo a momenti che non passavano, che tornavano uguali. in attesa di un momento, senza sapere quando sarebbe arrivato, ma sapevi che era lì, che ci attendeva. e spazzavo foglie.

oggi, invece, foglie le ho raccolte. una piccola fatica, mentre il cielo si apriva e le nuvole giocavano a rimpiattino coi colori del tramonto, che da qui si dispiegano solo dall'altra parte del lago [poi uno dice che se ne sta più volentieri giù nella città, in queste stagioni].

raccoglievo foglie. carico dopo carico, a portarle nell'angolo più lontano del giardino, vedevo ricomparire il prato. una cosa con una sua metrica e una sua velocità - lenta. son soddisfazioni anche quelle. e piccole cose belle. specie in un uichend, fottuto, che in potenza avrebbe dovuto essere uno di quelli più tosti. quelli che dovrebbero portarti ad essere contento è passato.

raccoglievo foglie. e ascoltavo le musichette nelle mie cuffiette, mentre ammucchiavo foglie, le raccoglievo e le portavo nell'angolo più lontano del giardino, ed il prato ricompariva.

ad un certo punto, nella sequela dei brani nelle cuffiette, ha cominciato a suonare una serie di sogni. l'avevo regalata qualche montagna di mesi fa. assieme alle altre canzoni dell'album in cui il deGre canta dylan. e che non avevo ancora ascoltato, che non conoscevo [d'altro canto la mia ignoranza è sconfinata].

e non so. sarà stato il cavalcare dell'incedere ritmico. le sonorità calde delle chitarre. quei tre accordi che subito ti avvolgono. e il primo verso: pensavo ad una serie di sogni, dove niente diventava realtà. mentre ammonticchiavo foglie provavo ad intuire come potesse evolvere il tema armonico, e me lo cantavo, mentre ascoltavo. tutto resta dov'è stato ferito, fino al punto di non muoversi più.

e se il degre-dylan mi fanno un crosssssse di tal fatta, poi ovvio che mi parta il pensiero alle serie dei miei di sogni. e che ultimamente mi stanno raccontando cose cariche di attenzioni. [nel loro laocoontico attorcigliarsi. che l'amico luca mi canzona, sui miei sogni. ma in fondo mi piace a farmi canzonare così].
insomma una serie di sogni. che odg ascolta sempre con [più] attenzione quando gliene parlo. solo che ormai sistematica mi chiede: cosa ne pensa di questo sogno?
e in queste serie di sogni, spesso, cosa ne penso mi vien fuori un po' inaspettato, senza averlo meditato prima, nel roteare della realtà delle cose di questi ultimi tempi. e può capitare che le spunti il mezzo sorrisino, quasi soddisfatta, come abbia pensato pure lei la stessa cosa.
e la cosa si carica tutta di una sua metrica, ed è sensazione bella. niente da dover dichiarare, niente dogana, niente formalità. e mi viene anche un po' di groppo in gola, quella specie di commozione che vibra da dentro. un po' stupita come quando chiudi l'ombrello perché improvviso ha smesso di piovere, e si apre il cielo. cose così.

poi, ma solo solo alla fine del raccogliere le foglie, mi è sovvenuto che proprio oggi sono trentaseimesi che ho saputo di avere un lavoro. che allora un po' mi cacavo un po' sotto. e sapevo che non era la cosa che faceva per me. ma non era il caso di far quello troppo difficile. ed il fatto è che a parte le trentaseifatture, e i conti messi in sicurezza, ho scoperto cose che non sapevo. cose di me, dico. cose che non so se avrei sospettato potessero venirmi fuori così. roba che ora non voglio scappare da lì. anche se posso andare. e che i sogni, in fondo, me lo raccontano.

e quindi, senza cercare troppe risposte, senza troppe perplessità. si ha da andare [anche] molto più lontano. e ancora più su. [pensando a dei sogni così].

3 comments:

  1. Mi hai detto che pensi di scrivere post migliori del tizio del libro che mi hai mostrato durante la birra... Posso confermare 8-) ToeflExpired

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    1. però questi mica puoi metterli in un libro.
      [ma in fondo va bene così uguale]

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  2. Hai la capacità di infilarti negli anfratti più reconditi della mia contorta mente Odi. Sempre. Ed emozionarmi.
    Grazie ��

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