Saturday, February 10, 2018

sulla linea di demarcazione maceratense [con calma]

bellini, nel senso di sandro, docente di trasmissione numerica qualche lustro fa, un giorno gigioneggiò a lezione esclamando con sorriso sardonico: il mondo si divide in due, quelli che nei grafici indicano il rumore con N e quelli che lo indicano con H. [rumore bianco gaussiano, roba che rompe i coglioni nelle trasmissioni con supporto elettromagnetico]. ci ritorno tra un po'.
nel gorgogliare delle cose che vengono per ciascuno ci sono momenti e momenti. solo che alcuni momenti sono meno momentanei di altri. vai a capire perché, per cosa, per come: anzi, non è nemmeno così necessario capirlo. sono i momenti che - sbbbbring - si inchiodano e rimangono lì, a tracciare un prima e un dopo. oppure è come quando ci si sta appisolando, gli occhi si stanno chiudendo e il capo scivola a chinarsi avanti. ed ad un certo punto - szooott - una tirata di coppino e piccola botta di adrenalina: ed il capo si rialza, l'occhio si riapre. e sei di nuovo attento.
la tirata di coppino - szooott - è un fascista che spara, a caso, su alcune persone selezionandole solo per il colore della pelle. e prova a seminare il terrore, senza un bersaglio preciso, spersonalizzando: donne e uomini che sono solo dei negri. e se spersonalizzi donne e uomini diventano una [sotto]categoria, che è più facile far diventare il punto di accumulazione e di scarico per frustrazioni e quello che non va. si chiama razzismo. e sei un fascista non ti diventa così fuori dal concepibile poterne fare oggetto di violenza. o sparare loro addosso. è già successo una settantina di anni fa.
però c'è anche la storia dei razzisti, che non sono razzisti ma.
i momenti che si inchiodano - sbbbbring - è stata l'incazzatura a sentire in infilata un sacco di gente, da un sacco di parti, da un sacco di politici, classe dirigente [sic!] di questo paese, forse nazione. che poi è la declinazione delle millemila sfumature di razzismi di quel ma di appena un paio di frasi fa.
lo sciacallaggio mediatico/elettoralistico delle destre, il ribaltamento della questione [c'è un fascista che spara, ed il problema diventa l'immigrazione fuori controllo], si porta dietro una responsabilità morale sulla coscienza collettiva. a partire dal fasciume salviniano ributtante, e tutti i succedanei conseguenti. ed è un problema, figurarsi se non è un problema.
ma poi c'è il ma di tutti coloro che quel ribaltamento non sono proprio stati capaci di ribaltarlo. non hanno toccato palla per giorni. oppure l'hanno passata agli altri. a partire dal ministro degli interni che - la scorsa estate - aveva visto all'orizzonte il fascista all'opera e quindi ha bloccato gli sbarchi [sic!]. e poi tutti i succedanei conseguenti. [quasi] tutti lontani dal farsi vedere a visitare i feriti. le titubanze sulla manifestazione, come se fascisti e antifascisti fossero uguali, e significasse la stessa cosa starsene in piazza. il tentativo di silenziare la questione per evitare anche solo di nominare la parola immigrazione. [poi il fenomeno migratorio è fottutamente complesso, figurarsi se non è complesso. ma è altra categoria di questione. un altro campionato].
è l'abiura a dare una [certa] risposta politica, quindi culturale, quindi etica. non so, davvero, se è perché non lo capiscono nemmeno. oppure lo capiscono ma non sono capaci. oppure ne sarebbero capaci ma non lo fanno, per svariegate ragioni [ci sono? ci fanno? sono diversamente correi?]. le capziose sfumature di razzismo di quel ma di un paio di capoversi fa.
ecco.
per me, per quel che può contare, c'è un prima e un dopo rispetto a quel [non] sollevarsi di voci chiare e nette da parte di un gran pezzo di centro-sinistra[?].
così come c'è una linea che sega in due il mondo: quelli che non sono razzisti senza il ma, e quelli che lo usano, che stanno dall'altra parte con quelli che razzisti si dichiarano.
la linea è permeabile da una parte e dall'altra.
e per venire di qua a volte basta mica tanto. anche solo essere un po' più informati. o abituarsi a non rinunciare ad un paio di ragionamenti, per cominciare ad intuire la complessità delle cose e della realtà [per questo mi fa incazzare l'abiura di qualche riga fa]. anche se costa fatica. anche se viversi la vita è già fottutamente incasinato.

o di qua o di là.
per questo ha senso, ancora di più proprio oggi, andare in piazza. [sono stanco, in molti sensi. ma è come se fosse una necessità esserci].
perché sto di qua.
punto.

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