Monday, February 9, 2026

inerzie

neve splendida. corona di quattromila nel far girotondo attorno sé medesimi. sensazione di libertà a farsi scivolare giù. la percezione di movimenti e consapevolezze muscolari sempre più naturali, armoniche. il vento a sferzare il viso. la quiete della risalita osservando il paesaggio intorno.

aver ritrovato qualcosa che scuote un desiderio che arriva da lontano. una specie di felicità incrociata quando era tutto così facile esserlo, onusto di speranze bambine. che non sai da dove venga, perché te la sei trovata addosso.

cose così.

basta prendere, muovere il culo, caricare quel po' di roba necessaria sull'auto e partire.

tra la roba necessaria lo spunto di farlo.

condizione necessaria, anche sufficiente a voler essere puntacazzisti.

nulla.

la testa ha remato contro. non ha ancora capito che così non si fa. e che se si fa così si rimane impantanati dall'attrito delle cose che non si smuovono.

perché è inerzia.

l'inerzia del copione depressivo. o del racconto che ne esce.

inerzia, la resistenza di un grave a cambiare il suo stato di moto. io che mi percepisco immoto.

ci vorrebbe levità. mica non lo so.

tanta più levità, tanta meno inerzia.

sono rimasto lontano dalla neve splendida. a colpevolizzarmi. poi ovvio uno ne esce frustrato.

ecco il mio uichend, dopo aver vellicato per tutta la settimana precedente di ritrovarmi in quella gioia, nel uichend ed oltre. ed invece il tutto ha preso un'altra piega inerziale. troppo stanco, sfatto, prosciugato di energie ed entusiasmi. titubante. che poi si sceglie non scegliendo. così si rimane bloccati. due giorni. a dormire molto. uichend finito, durato giusto il tempo di riposare abbastanza per ricominciare con nuova lena la settimana lavorativa. verosimilmente a sfondarmi di nuovo di ore là dentro.

non va bene.

fanculo l'inerzia.

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