non ci son cazzi.
ci salveranno le donne. se daremo loro la possibilità di farlo. o se riusciranno a prendersela quella possibilità, in qualche modo. se c'è una speranza per l'evoluzione dell'Umanità son certo passi per di lì. attraverso loro, spostandoci sempre più' dal paradigma fallocratico degli ultimi secoli, millenni. abbattendo il totem arcaico del patriarcato. che occhei il maschio, testosterone dotato, era più forte. utile quando si cacciava e si stava nelle caverne. è che poi è venuta fuori, darwinianamente, 'sta struttura culturale. quindi la sublimazione teologica: il capo degli dei un maschio, maschio il dio monoteista. e così giù, appunto, per secoli e millenni.
se c'è una speranza per l'evoluzione passa dando sempre più peso alle intelligenze delle donne. e che i maschi la facciano loro, ed un po', già che ci sono, si levino anche dai coglioni. tipo la gerontocrazia che dovrebbe lasciar spazio alle menti più giovani. è proprio una questione di intelligenza collettiva. che è altra e raffinata. quella di noi maschi ha dimostrato spesso la sua banalità. poi esistono donne meschine, inette, stupide, così come esistono maschi eccezionali. pare banale ribadire l'ovvio. così come non basta una donna al comando. tipo la fratella d'italia. che sarà pure femmina, ma poi incarna ampie falcate di retroguardia maschilista, e si vede bene come siamo messi [che la fratella, proprio perché donna di suo intelligente, svetta in quei lidi destrofasci da mo. e le riesce soprattutto per la mediocrità dei loro maschi, imbarazzante].
se c'è salvezza sarà grazie alle donne. siamo in un periodo di passaggio, come in fondo lo sono tutti i periodi. ora per evolverci dobbiamo andare in quella direzione. che magari non è semplicissimo, neh?. ci sono strati e strati e strati, quasi una cosa litologica che ci pervade. e quindi ovvio che il tentativo di rottura, il pungolo delle avanguardie, quelle puntute femministe. e la loro spigolatura che si percepisce eccome. ma è l'invito perentorio a muovere il culo. a schiodarsi dallo status quo di essere portatori [più o meno] sani di patriarcato. lo siamo tutte e tutti. però i maschi di più, ovvio. portano seco un privilegio per il fatto di nascere con il pistolino. [poi vabbhé, parentesi personale. 'sto privilegio, personalmente, non l'ho mai davvero agito. anzi. e per anni mi sia sentito quasi non degno di questa complessità che tanto mi affascinava e mi intimidiva. e conta poco se alcune donne han capito fossi d'uso all'azzerbinarmi. in fondo hanno esercitare uno dei pochi poteri che è stato lasciato loro. forse l'unico. che fa scopa con la dabbenaggine che a volte mostriamo in alcuni ambiti, noi maschi col pistolino.]
non è una festa, quella della donna. forse il termine è sviante. giornata internazionale dei diritti delle donne. che [ancora] lottano per l'uguaglianza dei diritti e delle possibilità. lottomarzo. lotta perché c'è un'antropologia da cambiare. in questo pezzo di mondo, pezzo di un altro pezzo di un altro pezzo di cosa più globale.
da qui dobbiamo passare. in quella direzione l'Umanità deve camminare. tutta assieme.
è un percorso. io ci sto mettendo del mio. cercar di essere migliore passa anche da qui. anche se non espungerò tutte le contraddizioni che porto meco. anche se magari inizierò ancora i post con "non ci son cazzi". ma ben consapevole di un fatto. se una qualche peculiarità bella ed interessante ce l'ho, è anche, soprattutto, legata alla mia componente femminile elevata. ben lieto di trovarmela dentro quel tipo di intelligenza. ben lieto di questa contaminazione. come mischiare due corredi cromosomici molto diversi: è più probabile si manifestino le caratteristiche genetiche migliori, funzionali allo sviluppo. e poi ci si può esercitare a migliorarla.
contaminiamoci. l'Umanità ha bisogno dell'intelligenza delle donne. noi maschi di imparare sempre più da loro. e lasciarle fare sempre di più. finora è stato fatto ancora troppo poco. voglio contribuire, quel che riesco, ad andare sempre più lesti per di là.
e buon lottomarzo a tutte le donne. consapevoli o meno.
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