condizione necessaria e sufficiente.
quando c'è la condizione sufficiente non è necessario, necessariamente, ci sia la necessaria. la sufficiente, insomma, spacca.
quando c'è la condizione necessaria non è sufficiente, insomma il minimo sindacale, di meno proprio è meglio lasciar perdere.
quando c'è la condizione necessaria e sufficiente è roba da palati fini, oppure da insicuri cronici, che poi significa gente con l'autostima bassa, o nevrosi perfezionistiche. o tutte queste cose assieme, magari miscelate in una bella combinazione lineare.
quando c'è la condizione necessaria ma non sufficiente è come se si fosse nel regno del fattibile ma non definitivo. che può voler dire - in maniera destruens - un coglionantissimo approccio da ignavo. oppure - in maniera construens - che si lasciano le strade aperte per, o non si fanno saltar i ponti [il nonnetto generale in pensione potrebbe dissertare e spiegare parecchio a riguardo [peraltro se avesi messo il refuso e avessi scritto disertare in loco di dissertare, sarebbe stato sufficiente per generare un divertente paradosso ermeneutico]].
insomma.
condizione necessaria e sufficiente acciocché io possa sopportare il peso di questa serata: birra, 7.9 gradi alcoolemici, mezzo litro, senza cenarci sopra nulla.
condizione sufficiente acciocché io domattina mi svegli con lo stomaco pieno di bruciori e incipit di nausee: birra, 7.9 gradi alcoolemici, senza cenarci sopra nulla. oppure darmi del disonesto intellettuale per generare sbrocco relazionale, financo taglio definitivo dei rapporti interlocutori.
condizione necessaria ma non sufficiente acciocché io finisca nel buco di culo del tunnel depressivo:
- il senso liberatorio nell'andare a dormire
- il senso soffocante del risvergliarsi la mattina dopo l'essere andato a dormire
- la negazione più o meno volontaria dei momenti di piacere
- l'accentramento sui propri problemi
- senso di fallimento pervasivo
- misconoscimento sistematico, irrazionale, patetico, delle poche o tante qualità o peculiarità
condizione non necessaria e non sufficiente acciocché si abbia una vita, se non felice e di successo, quanto meno serena ed appagante è possedere presunte capacità intellettive o intelligenze, in tutte le sue eclatanti declinazioni. è il mondo anti-meritocratico per eccellenza questo, bellezza. insomma il sol dell'avvenire che promette giustizia per ciascheduno stocazzo.
condizione nevoticamente sufficiente è crededere che siano sufficienti gli altri per tirarti fuori dalla buca.
condizione necessaria per tirarti fuori dalla buca è che lo voglia tu.
condizione sufficiente acciocché uno nella buca, fallito, ci rimanga, è che sia sia io a dovermene uscire grazie a me medesimo che è quella necessaria di cui sopra. non mi sento, insomma, nemmeno condizione necessaria.
sì.
condizione sufficiente per definire, in potenza, un depresso e/o un etilista. o una combinazinoe lineare delle due cose è che riguarda me in questi giorni bislacchi.
ed a proposito: la coscienza è potenza ma non atto. quindi è condizione necessaria, ma non sufficiente.
ed ora il momento più bello.
poi, vabbhé, mi risvegliero. [probabile. ecco, a proposito, probabile: altro campo di gioco rispetto alle condizioni di cui sopra]